Chi siamo

Una storia da prendere a modello

Company profile

La Cooperativa CLEA nasce il 7 agosto 1959 frutto della felice intuizione di tre soci, Sergio Zerbin, Giovanni Masiero e Pietro Spolador, a Campolongo Maggiore, tra le provincie di Venezia e Padova, per rispondere al bisogno di lavoro e di protezione sociale dei propri soci. I primi anni sono di lenta crescita, in conseguenza del difficile posizionamento geografico che vede CLEA al di fuori delle principali linee di sviluppo ma, grazie al lavoro dei soci e al contributo del movimento cooperativo, si assiste al primo mutamento, da esecutori per conto terzi ad aggiudicatari, diretti o a mezzo consorzio, di importanti com- messe pubbliche.

Nel corso degli anni ‘70 la struttura tecnica per il controllo dei lavori viene potenziata al fine di consentire una crescita progressiva che vede nel 1979 l’inaugurazione della nuova sede, concepita come un punto di fusione tra le esigenze funzionali della cooperativa ed una ricerca d’immagine d’impresa strut- turata e moderna.

Tra il 1980-1989 si vede la crescente trasformazione della cooperativa grazie ad un rinnovamento dell’apparato tecnico e amministrativo e ad investimenti in tecnologie e strumenti, che le permettono di affermarsi in qualità di forte realtà imprenditoriale.

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Mission

La mission di CLEA si rivolge alla propria conformazione, alla volontà di essere cooperativa; ottenere tramite la gestione in forma associata e con la prestazione della propria attività lavorativa, continuità di occupazione e le migliori condizioni economiche, professionali e sociali per i soci. La crescita della cooperativa, la sua patrimonializzazione e la tutela del lavoro del socio sono le colonne portanti della riuscita di quest’impresa.

Vision

Aumentare il fatturato e riposizionare la cooperativa in un mercato di fascia più alta, più specialistico e a maggiore valore aggiunto e comunque rivolto alle grandi opere pubbliche e private, infrastrutturali e non.

Strategy

Promuovere alleanze, fare rete con altri soggetti imprenditoriali, allargare le aree di intervento, diversificare in nuovi comparti, quali l’ecologia, l’ambiente, il recupero, il restauro, i servizi e le manutenzioni, potenziamento dell’organico con l’inserimento di nuove figure specializzate, una valutazione delle risorse interne, una campagna di formazione alle maestranze, e un investimento sempre più forte nei giovani.

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